Etichettatura dei prodotti Tessili

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Etichettatura dei prodotti Tessili

Etichettatura dei prodotti Tessili 

I prodotti tessili posti sul mercato comunitario devono riportare obbligatoriamente la loro composizione fibrosa.

La materia è disciplinata dal Regolamento comunitario n. 1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio che contiene disposizioni armonizzate sull’uso delle denominazioni delle fibre tessili e sull’etichettatura o contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili che abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento Europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE.

Il Regolamento è entrato in vigore in data 7 novembre 2011 ed è applicato dall’8 maggio 2012 in tutti i Paesi Membri.

Al settore si applicano, inoltre, se non in contrasto con il Regolamento comunitario n. 1007/2011, alcune norme nazionali che riportiamo di seguito:

  • Legge 26.11.1973 n. 883 (abrogata negli artt. da 1 a 13) – Disciplina delle denominazioni e della etichettatura dei prodotti tessili – G.U. n 7 del 8.1.1974;
  • D.P.R. 30.4.1976 n. 515 (abrogati alcuni articoli) – Regolamento di esecuzi.one della Legge 883/73;
  • Decreto Legislativo 22.5.1999 n. 194 – Attuazione della direttiva 96/74/CE, abrogata e refusa nella Direttiva 2008/121 – G.U. n.146 del 24.6.1999;
  • Decreto Legislativo 06.09.2005 n. 206, artt.102 e seguenti (diffusamente conosciuto come Codice del Consumo).

Obblighi informativi a tutela del consumatore europeo.

All’interno dei confini comunitari (UE), i prodotti tessili messi a disposizione sul mercato devono essere corredati da una etichetta o da un contrassegno che riporti l’esatta composizione fibrosa e l’eventuale presenza di parti non tessili di origine animale. L’etichettatura o il contrassegno riportanti la composizione fibrosa hanno, pertanto, il compito di garantire a tutti i consumatori dell’Unione la disponibilità di informazioni corrette e uniformi.

Cos’è un prodotto tessile?

Prodotto tessile è il prodotto composto esclusivamente di fibre tessili.

Può trattarsi di un prodotto grezzo, semilavorato, lavorato, semimanufatto, manufatto, semi-confezionato o confezionato, l’importante è che sia composto esclusivamente di fibre tessili, qualunque sia il procedimento di mischia o di unione utilizzato (cfr art. 3 Reg. n. 1007/2011).

Etichetta o contrassegno dei prodotti Tessili

Ogni singolo prodotto tessile (es. ogni singolo capo di abbigliamento, tappeto, cuscino, tenda, ecc.) deve avere una etichetta o un contrassegno riportanti la composizione fibrosa del prodotto.

L’art. 14, al primo comma, stabilisce infatti che “i prodotti tessili sono etichettati o contrassegnati al fine di indicare la loro composizione fibrosa ogni volta che sono messi a disposizione sul mercato”.

L’etichetta e il contrassegno devono essere durevoli, facilmente leggibili, visibili e accessibili. Nel caso si tratti di etichetta, questa deve essere saldamente fissata, quindi cucita, graffata, etc. nel caso in cui si tratti di cartellino pendulo, questo deve essere saldamente fissato.

Il contrassegno è applicato direttamente al prodotto tessile ad esempio attraverso stampa, impronta a rilievo, cucitura, ricamo o tessitura in cimosa.

Le informazioni riportate dall’etichetta o contrassegno devono essere chiaramente visibili per il consumatore prima dell’acquisto. Tali informazioni devono essere altrettanto chiaramente visibili per il consumatore anche se l’acquisto è effettuato per via elettronica.

La composizione fibrosa da riportare in etichetta o nel contrassegno, deve essere redatta utilizzando esclusivamentele denominazioni contenute nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio e successive integrazioni.

Sull’etichetta non si possono utilizzare né abbreviazioni né codici.

L’etichettatura o il contrassegno sono redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro sul cui territorio i prodotti tessili sono messi a disposizione del consumatore, a meno che lo Stato membro interessato disponga altrimenti.

Eccezioni, esclusioni e deroghe.

Non tutti i prodotti tessili sottostanno all’obbligo di etichettatura.

La normativa, infatti, prevede che alcune tipologie di prodotti siano escluse dall’ambito di applicazione della norma.

Sono esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento (UE) n. 1007/2011 ( art. 2, punto 3 e 4):

  • i prodotti tessili dati in lavorazione a lavoranti a domicilio o a imprese indipendenti che lavorano a partire da materiali forniti loro senza dar luogo a cessione a titolo oneroso;
  • i prodotti tessili confezionati su misura da sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi;

Eccezioni alla regola generale dell’etichettatura:

categorie di prodotti per i quali non esiste obbligo di etichettatura della composizione fibrosa (cfr. allegato V, Regolamento (UE) n. 1007/2011). Si evidenzia che, in base all’Allegato V, punto 13, del Regolamento UE 1007/2011, i prodotti tessili confezionati usati, purché esplicitamente dichiarati tali, non sono soggetti all’obbligo di etichettatura;

categorie di prodotti per le quali è possibile l’apposizione di una “etichettatura globale”, e non del singolo pezzo, (cfr. allegato VI, Regolamento (UE) n. 1007/2011), a condizione che siano della stessa composizione fibrosa.

L’art. 13 del Reg. UE 1007/2011 prevede inoltre disposizioni speciali relative all’etichettatura e al contrassegno di taluni prodotti tessili (cfr. art. 13 e allegato IV), tra i quali figurano la corsetteria, prodotti tessili ricamati, prodotti tessili di velluto o felpa, etc.

Prodotti tessili non destinati al consumatore finale.

La generale regola che prevede l’obbligo di etichettatura dei prodotti Tessili posti sul mercato prevede alcune eccezioni e derego.

Il Regolamento comunitario prevede che un prodotto tessile possa essere messo a disposizione del mercato senza la prevista etichettatura qualora questo NON sia destinati al consumatore finale.

E’ previsto, infatti, che le etichette o i contrassegni possano essere sostituiti o completati da documenti commercialid’accompagnamento quando i prodotti non sono destinati al consumatore finale ma forniti agli operatori economici nella catena di fornitura (o quando sono consegnati in esecuzione di un ordine di un’amministrazione aggiudicatrice, ai sensi dell’articolo 1 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi).

Anche in questo caso, però, le denominazioni delle fibre tessili e le descrizioni delle composizioni fibrose devono essere indicate chiaramente nei documenti commerciali d’accompagnamento.

Abbreviazioni o codici: anche sui documenti commerciali non si possono utilizzare abbreviazioni ad eccezione di codici meccanografici o qualora le abbreviazioni siano definite da norme internazionali, purché nel medesimo documento commerciale ne sia spiegato il significato.

Lingua utilizzata: i documenti commerciali sono redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro sul cui territorio i prodotti tessili sono messi a disposizione del consumatore, a meno che lo Stato membro interessato disponga altrimenti.

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